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© Pompeii Commitment. Archaeological Matters, un progetto del Parco Archeologico di Pompei, 2020. Project partner: MiBACT.
Tutte le immagini d’archivio o realizzate al Parco Archeologico di Pompei sono utilizzate su concessione di MiBACT-Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo-Parco Archeologico di Pompei. È vietata la duplicazione o riproduzione con qualsiasi mezzo.

Giulio Paolini. Senza titolo (Pompei)

Pompeii Commitments 00    21•12•2020

Giulio Paolini
Senza titolo (Pompei), 2020
Matita e collage su carta
35 x 50 cm
© Giulio Paolini
Photo Luca Vianello, Torino
Courtesy Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino

 

Inaugurando il progetto Pompeii Commmitment. Materie archeologiche, Giulio Paolini ne ha immaginato i quattro possibili portali di accesso. Come in quel “quadro che contiene tutti i quadri” – la prima opera dall’artista, Disegno geometrico, ma anche Disegno di una lettera (“A”), 1960 – Paolini squadra la superficie di quattro fogli bianchi per concentrare la sua e la nostra attenzione su di essi e su ciò che sta per accadervi (o è già accaduto?). Vi disegna dei cerchi a matita e vi inquadra a collage immagini delle rovine di Pompei insieme a quelle di costellazioni celesti: per usare le sue parole, vi definisce “una proposizione, oppure una memoria di figure passate”. Per Paolini non c’è differenza, in quanto l’artista che non c’è coglie solo alcune porzioni per proiettarvi “lo spazio e quindi anche il tempo al di fuori” di esse. Questi quattro portali di carta, allora, sono forse un ritratto di Pompei come multi-verso archeologico e quantistico. O lo spazio-tempo di un eterno ritorno, all’origine come al termine, il punto zero che viene sia prima che dopo, che accade sia sulla Terra che fra le stelle, sovrascritto sullo spazio fisico e sul tempo storico a noi noti. O il gesto di accoglimento di un silenzio pensoso che si pone all’incrocio delle linee e alla fuga prospettica, nella temporalità sinottica di tutte le storie e di tutte le arti. O l’Ipotesi per una mostra (citando il titolo di una sua opera dedicata a una mostra mai avvenuta) passata, presente, futura. Qualunque cosa siano… “Benvenuti”, o “Bentornati”, sembrano proprio suggerirci, “… a Pompei”. AV

Interprete e esponente delle linee di ricerca afferenti all’Arte Povera, Giulio Paolini (Genova, 1940. Vive e lavora a Torino) partecipa nel 1961 alla prima mostra collettiva, mentre la sua prima mostra personale si tiene nel 1964. Grafico di formazione, è autore anche di libri d’artista quali Idem (Einaudi, Torino, 1975) – nella cui introduzione Italo Calvino, che si definisce semplicemente “lo scrittore”, lo definisce altrettanto semplicemente “il pittore” –, Quattro passi. Nel museo senza muse (Einaudi, Torino, 2006), L’autore che credeva di esistere (Johan & Levi, Milano, 2012). Fin dai titoli di questi libri si evince l’attenzione verso la dimensione epistemica della pagina scritta, a partire da quella bianca, e dell’immagine, celebrata nella sua potenzialità che implica tutto l’immaginabile. Così come l’identificazione dell’autore con la sua opera (Idem), intesa non nella sua singolarità e particolarità ma come continuum in cui convivono tutte le opere che sono esistite, che non esistono più, che forse un giorno esisteranno, insieme a tutte quelle anche solo immaginarie e quindi, appunto, immaginabili. Prescindendo dalla presenza e dall’esistenza stessa del suo autore, la pratica di Paolini delinea la figura di un autore “che credeva di esistere” e che – aggirandosi sullo sfondo di un museo infinito, ideale, universale, ipotetico – procede “da un’opera all’altra” evocando un interrotto discorso sull’arte e sui molteplici autori e accadimenti della sua storia. Tra le sue mostre personali: Palazzo della Pilotta, Parma (1976), Stedelijk Museum, Amsterdam (1980), Nouveau Musée di Villeurbanne (1984), Staatsgalerie, Stoccarda (1986), Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma (1988), Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum, Graz (1998), Fondazione Prada, Milano (2003), Kunstmuseum, Winterthur (2005), MACRO, Roma e Whitechapel Gallery, Londra (2014), Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2020). Tra le sue mostre collettive le quattro partecipazioni a Documenta, Kassel (dal 1972 al 1992) e le dieci alla Biennale di Venezia (dal 1970 al 2013).

Pompeii Commitment

Giulio Paolini. Senza titolo (Pompei)

Pompeii Commitments 00 21•12•2020