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© Pompeii Commitment. Archaeological Matters, un progetto del Parco Archeologico di Pompei, 2020. Project partner: MiBACT.
Tutte le immagini d’archivio o realizzate al Parco Archeologico di Pompei sono utilizzate su concessione di MiBACT-Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo-Parco Archeologico di Pompei. È vietata la duplicazione o riproduzione con qualsiasi mezzo.

Prem Krishnamurthy. Pompeii!

Pompeii Commitments 14    25•03•2021

Prem Krishnamurthy
Pompeii!, 2021
File PDF, 7,8 MB, 108 pagine
Courtesy l’Artista

Uno dei principi costitutivi del programma Pompeii Commitment è l’idea che archeologia e arte contemporanea condividano una metodologia che – anche nel recupero del passato – si fonda sempre sul presente e si occupa del futuro. Scavando negli strati archeologici di una città “congelata nel tempo” per molti secoli, si può scoprire che i materiali pompeiani sono tutto fuorché statici. Il potenziale di generazione e rigenerazione che possiedono si riflette nel loro valore trasformativo come palinsesti, ipotesi con una forma concreta, creazioni narrative che parlano del loro contesto attuale e, al contempo, appartengono a un passato che vi si intreccia. Con questo spirito, Prem Krishnamurthy accoglie l’invito a partecipare a Pompeii Commitment in quanto possibilità di sviluppare un’indagine personale, scavando nei molteplici strati che costituiscono uno dei più importanti corpus di ricerca, scrittura e produzione artistica della sua pratica poliedrica: il suo libro sperimentale, elettronico e in costante cambiamento P!DF, pubblicato per la prima volta nel settembre del 2017. Sebbene coerente nel formato (un documento PDF) e nella modalità di presentazione (“un evento scritto pronunciando parole”, così l’ho definito), nel corso degli anni P!DF ha continuato a reinventare sé stesso e il proprio contenuto fino alla versione più recente di un anno fa, pubblicata il 29 marzo 2020 come saggio-mostra-performance-conferenza. In tal modo, la pubblicazione espande e contrae in maniera organica il suo obiettivo e le sue dimensioni come “manuale di self-help, libro di esercizi di pedagogia, kit per la Mindfulness e libro-gioco astratto”, per mutuare le parole di Krishnamurthy. Simile a un libro dei libri – o forse a un PDF dei PDF – il contributo di Krishnamurthy a Pompeii Commitment, intitolato Pompeii!, apre un contesto per fare digressioni, visualizzare e riflettere attraverso momenti progressivi e reti contigue che tracciano tutte insieme la traiettoria non lineare in evoluzione di P!DF dal 2017 a oggi. Così come la “chiusura di una forma può anche rappresentare l’inizio di un’altra”, Pompeii! lascia andare quello che un tempo era P!DF per vedere cosa potrebbe diventare in futuro. Diversamente dal concetto contemporaneo più comune di “catastrofe” come evento terribile (di per sé evocativo dell’eruzione vulcanica che ha distrutto-conservato Pompei nel 79 d.C.), Krishnamurthy cita l’artista Femke Herregraven per far rivivere l’etimologia originale di questa parola, che indica una “svolta improvvisa”, ovvero una trasformazione, e la collega alla convinzione che ci possa essere un valore nel dimenticare ciò che già conosciamo. Attraverso hyper-link a un file open access di Google Drive – un cloud, di per sé sinonimo di archiviazione digitale multiutente – Pompeii! contiene tutte le parti di P!DF già pubblicate ovunque nel mondo in forma frammentaria, e invita il pubblico a partecipare e lasciare commenti. Poter scavare collettivamente in profondità nelle precedenti versioni di un’opera è un’opportunità rara, e lo è ancor più poter prendere parte al percorso del libro. I quarantotto PDF sono accuratamente etichettati in ordine cronologico, con in alto gli scritti più recenti. Il sistema di Krishnamurthy non esprime soltanto una buona pratica di archiviazione, dando la precedenza ad accessibilità e leggibilità del contenuto – da non scambiare per fiducia in una perfetta conservazione –, ma conferisce valore e commenta la visibilità di ogni singolo strato nell’insieme, rammentandoci in maniera intuitiva quanto siamo abituati a occuparci degli strati superiori (a fronte di quelli sepolti) e dei punti d’arrivo (a fronte di quelli di partenza), spesso immaginando o aspettandoci che l’ultimo, la cosiddetta versione finale di qualcosa, sia un oggetto fisso, discreto, inerte. Pompeii! propone di comprendere il design e la creazione artistica come un modo di dar forma a cose che, di per sé, sono in costante stato di trasformazione, quindi di non affidarsi soltanto agli archivi ma – parafrasando Tyson Yunkaporta attraverso Krishnamurthy –anche ai rapporti collettivi e a profondi collegamenti intergenerazionali. SB

Immagine in home page: Prem Krishnamurthy, Pompeii!, 2021. Courtesy l’Artista

Prem Krishnamurthy (Stati Uniti, 1977) vive e lavora tra Berlino e New York. Le sue opere nei diversi media esplorano il potenziale trasformativo di arte e design sperimentando con strategie di presentazione, modalità performative e modi di comunicare. Attualmente dirige Wkshps, un’agenzia di consulenze di design multidisciplinare; è direttore artistico di FRONT International 2022, la Cleveland Triennial of Contemporary Art intitolata Oh, Gods of Dust and Rainbows; organizza Commune, un laboratorio emergente e multiforme che si avvale degli strumenti dell’arte per la trasformazione sociale. In marzo 2020, ha dato inizio a una serie collaborativa dal vivo di eventi virtuali dal titolo Present! nel quadro dello spazio digitale Home Cooking gestito da artisti. Tra le mostre e i programmi passati sono di particolare rilievo la 13th A.I.R. Biennial: let’s try listening again, New York (2019); Fikra Graphic Design Biennial 01: Ministry of Graphic Design, Sharjah (2018); Masterpieces & Curiosities: Elaine Lustig Cohen, Jewish Museum, New York (2018); P!CKER, Stanley Picker Gallery at Kingston University London (2017-2018); Design & Empire [working title], Liverpool Biennial (2017); Brian O’Doherty: Speaking in Lines, Simone Subal Gallery, New York (2017); Creative Operational Solutions, Para Site, Hong Kong (2016); DIS-PLAY / RE-PLAY Austrian Cultural Forum, New York (2016). Dal 2012 al 2017, Krishnamurthy è stato fondatore e curatore di P!, la “Mom-and-Pop-Kunsthalle” nella Chinatown di New York, acclamata dalla critica, che ha installato oltre quaranta mostre in loco e in esterni, comprese le prime personali negli Stati Uniti di artisti come, tra gli altri, Céline Condorelli, Karel Martens, Maryam Jafri, Michal Helfman, Société Réaliste e Wong Kit Yi. Dal 2004 al 2017, Krishnamurthy è stato uno dei soci fondatori dello studio di design Project Projects di New York. Nel 2015 ha ricevuto il Cooper Hewitt National Design Award for Communications Design e, nel 2018, la borsa di residenza del KW Institute for Contemporary Art “A Year With…”. Il suo archivio professionale è stato acquisito nel 2019 dal Center for Curatorial Studies del Bard College.

Pompeii Commitment

Prem Krishnamurthy. Pompeii!

Pompeii Commitments 14 25•03•2021