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© Pompeii Commitment. Archaeological Matters, un progetto del Parco Archeologico di Pompei, 2020. Project partner: MiC.
Tutte le immagini d’archivio o realizzate al Parco Archeologico di Pompei sono utilizzate su concessione di MiC-Ministero della Cultura-Parco Archeologico di Pompei. È vietata la duplicazione o riproduzione con qualsiasi mezzo.

Invernomuto. Black Med, POMPEII

Pompeii Commitments 30    01•10•2021
Invernomuto 
Black Med, POMPEII, 2021
estratti visivi e audio da blackmed.invernomuto.info
Courtesy gli Artisti
Realizzato grazie al sostegno di Italian Council (2019)

Black Med rappresenta, per Invernomuto, un processo di ricerca in corso il cui fulcro è la piattaforma web blackmed.invernomuto.info e che si articola in un ciclo di opere ed eventi che ne condividono i risultati provvisori. Black Med gravita intorno alle riflessioni teoriche sul Black Mediterranean (“Mediterraneo nero”), in riferimento alle ricerche di Alessandra Di Maio (Università degli Studi di Palermo) che ha utilizzato questa definizione nell’ambito degli studi postcoloniali, migratori, transnazionali e della diaspora nel campo dell’africanistica contemporanea.
Invernomuto prova a intercettare le traiettorie sonore che attraversano la complessa e stratificata area del Mediterraneo registrandone i continui movimenti e assecondando l’intreccio dei suoi accadimenti e delle sue narrazioni. Black Med naviga quindi senza seguire una cartografia regolare e categorica ma, al contrario, si lascia attraversare dalle rotte e identità multiple di cui ascolta e archivia i ritmi e le sonorità. Le traiettorie seguite da Black Med valicano l’area perimetrale del Mediterraneo in senso propriamente geografico, per prendere in considerazione geografie più ampie, informali e non ufficiali, procedendo da Marsiglia a Barcellona, da Napoli e Pompei a Palermo, da Belgrado a Brindisi, da Il Cairo, il Canale di Suez e la Nubia al Lago Vittoria, includendo le rotte migratorie che storicamente mettono in relazione la sponda africana, asiatica ed europea del Mediterraneo. Nella sua composizione proteiforme Black Med si presenta come una piattaforma mobile, avviata nel 2018 in occasione di Manifesta 12 a Palermo, e proseguita con periodi di residenza di Invernomuto presso American Academy a Roma e Alserkal Avenue a Dubai, e attraverso una serie di listening session in cui la selezione musicale è  accompagnata dalla proiezione di immagini e testi di approfondimento – fra cui quelle a Centrale Fies (Dro), Dansem (Marsiglia), OGR e Fondazione Merz (Torino), Triennale di Milano (Milano), 58th October Salon-Belgrade Biennial 2020 (Belgrado), MACBA (Barcellona), TBA21-Academy Ocean Space (Venezia), nonché all’interno del performance programme della 58a Biennale di Venezia (2019). In quanto progetto di ricerca in corso Black Med si è inoltre riformulato – attraverso il bando Italian Council 2019 a cui il duo ha partecipato su presentazione della Fondazione Morra Greco di Napoli – in ulteriori modalità espressive: un’installazione sonora collegata alla piattaforma web blackmed.invernomuto.info e intitolata Black Med, POMPEII, che è entrata a far parte della Collectio del Parco Archeologico di Pompei; una pubblicazione cartacea che espande il progetto attraverso una serie di contributi teorici (Humboldt Books, Milano); un programma di ulteriori presentazioni e listening sessions che si sono succedute durante la lavorazione del progetto presso le istituzioni internazionali partner del progetto: The Green Parrot (Barcellona) e Centre d’Art Contemporain Genève (Ginevra).
La piattaforma blackmed.invernomuto.info (progettata per essere accessibile sia online – a partire dal 28 ottobre 2021 – che offline, in formato di installazione sonora) ha raccolto, allo stato attuale della ricerca, oltre 30 ore di contenuti e contributi musicali selezionati da Invernomuto e da una serie di partecipanti fra cui Paul Gilroy, Rabih Beaini, Donato Epiro, Kareem Lotfy, Ma’an Abu Taleb e altri musicisti e ricercatori a cui gli artisti hanno chiesto di proporre una selezione musicale che rispondesse alla ricerca di Black Med. Il progetto presentato da Invernomuto per Pompeii Commitment. Materie archeologiche, pubblicato in queste pagine, amplia ulteriormente l’articolazione online di Black Med, che prevede l’utilizzo di un algoritmo creato appositamente per “suonare” estratti dell’archivio musicale del progetto e combinarli in modo autonomo e sempre diverso. La piattaforma online prevede una sezione di upload, permettendo a chiunque di caricare nuovi brani musicali o registrazioni sonore, per cui l’algoritmo assume il ruolo di un DJ, che seleziona file audio presenti nell’archivio e li combina attraverso una serie di istruzioni, con l’obiettivo, però, non di profilare e controllare le abitudini dell’utente (come normalmente accade nella logica algoritmica) ma di ampliarle, farle incontrare e condividerle in modi inaspettati e in continua ridefinizione. Se Black Med si configura così come un archivio, esso è un archivio in progress e potenzialmente infinito, che interpreta il Mediterraneo come un mare magnum di suoni e influenze musicali eterogenee. Come ha scritto nel 2012 l’antropologo e sociologo Iain Chambers, uno dei collaboratori al progetto Black Med: “La musica ci invita a viaggiare adottando una visione nel complesso meno rigida delle varie discipline, prassi e istituzioni che insieme configurano la modernità. Essa offre un caso rilevante di deterritorializzazione”. Nella sua articolazione fra spazi e tempi differenti, nella connessione fra le molteplici culture mediterranee che il progetto afferma come imprevedibile e per molti aspetti documentabile solo in modo processuale e non definitivo, mescolando oggettività e soggettività, dato storico e invenzione fantastica, Black Med individua anche la città di Pompei come un punto fra gli altri su una mappa deterritorializzata: identità sincretica e sinestetica al contempo radicata e sradicata, specifica e composita, reale e fantastica, stabile e in divenire, nella fluida e magmatica coesistenza dei balli, canti, feste, grida, evocazioni, musiche, preghiere, rituali e suoni del Mediterraneo antico e contemporaneo. AV

Progetto realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (VII edizione, 2019), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Immagine in home page: Invernomuto, Black Med, POMPEII, 2021. Courtesy gli Artisti


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Invernomuto è il nome della personalità artistica generata nel 2003 da Simone Bertuzzi (Piacenza, 1983) e Simone Trabucchi (Piacenza 1982. Vivono e lavorano a Milano). Invernomuto è autore di progetti di ricerca articolati nel tempo e nello spazio, da cui derivano cicli di opere fra loro interconnesse. Su una base teorica comune Invernomuto tende a ragionare in modo aperto e rizomatico, sviluppando differenti output che assumono la forma di immagini in movimento, suoni, azioni performative e progetti editoriali, nel contesto di una pratica definita dall’utilizzo tanto disperso quanto puntuale di media differenti. La realtà vi è osservata secondo principi e interessi documentaristici, ma per restituirne una rappresentazione immaginifica e quasi astratta, che apre a margini di riflessione e interrogazione critici. Invernomuto indaga in particolare universi sottoculturali, muovendosi attraverso pratiche diverse, in cui l’idioma vernacolare fa parte di un percorso di avvicinamento e affezione alle culture orali e alle mitologie contemporanee, osservate con uno sguardo che desidera esserne profondamente contaminato e rigenerato. All’interno di questo processo un ruolo fondamentale è svolto dalla dichiarata inautenticità di alcuni dei materiali utilizzati, che sottolinea non solo il dato reale ma anche quello fittizio e mistificato delle realtà che Invernomuto esplora. Entrambi gli artisti sviluppano inoltre linee di ricerca individuali, con i progetti musicali Palm Wine e STILL. Nel 2021 partecipano a Liverpool Biennial 2021 e 58th October Salon-Belgrade Biennial 2021. Tra le mostre personali The Green Parrot, Barcellona (2021); Auto Italia, Londra (2020); Galleria Nazionale, Roma (2019); NN Contemporary Art, Northampton (2019); Pinksummer, Genova (2019); Artspeak, Vancouver (2015); Marsèlleria, Milano e ar/ge kunst, Bolzano (entrambe 2014). Il loro lavoro è stato inoltre esposto a Tate, Londra; Manifesta 12 Palermo; Villa Medici, Romal; Alserkal Avenue, Dubai; Kunsthalle Wien, Vienna; Nuit Blanche 2017;  Parigi, Museion, Bolzano; Kunstverein München, Monaco; Bozar, Bruxelles; FAR°, Nyon; Centre d’Art Contemporain, Ginevra; Bétonsalon, Parigi; Istituto Italiano di Cultura. Addis Abeba; American Academy in Rome, Roma; PAC, Milano; Vleeshal, Middelburg; Centre Pompidou, Parigi; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Hangar Bicocca, Milano; Netmage 07/09, Bologna; Premio Furla, Bologna; No Fun Fest 2009, New York; Biennale Architettura 11, Venezia.

Pompeii Commitment

Invernomuto. Black Med, POMPEII

Pompeii Commitments 30 01•10•2021

Tracklist

  • Abadir
    APHASIA (2019)
  • Éliane Radigue
    L’Île Re-Sonante (pt.1) (2000)
  • Invernomuto
    Desert Drone (2019)
  • Gigi Masin
    Underwater Current (2017)
  • Nam June Paik
    My Jubilee ist Unverhemmet (1977)
  • Felicien David
    Le Desert (Version Without Narration): Part III: Chant Du Muezzin (1844)
  • Éliane Radigue
    L’Île Re-Sonante (pt.5) (2000)
  • Mazen Kerbaji
    Walls Will Fall: The 49 Trumpets of Jericho (excerpt 4) (2018)
  • Karim El Ghazoly
    Goodbye Suez (2017)
  • Merdh Laleh
    Water For Your Eyes (2019)
  • Kareem Lotfy
    Fr3sh (2017)
  • Dimitris Petsetakis
    Liquid (2015)
  • Éliane Radigue
    L’Île Re-Sonante (pt.3) (2000)
  • Éliane Radigue
    L’Île Re-Sonante (pt.2) (2000)
  • Maurice Jarre
    Presence Of Mohammad (1976)