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© Pompeii Commitment. Archaeological Matters, un progetto del Parco Archeologico di Pompei, 2020. Project partner: MiBACT.
Tutte le immagini d’archivio o realizzate al Parco Archeologico di Pompei sono utilizzate su concessione di MiBACT-Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo-Parco Archeologico di Pompei. È vietata la duplicazione o riproduzione con qualsiasi mezzo.

Goshka Macuga.
In da House of the Tragic Poet

Pompeii Commitments 11    04•03•2021

Goshka Macuga
In da House of the Tragic Poet, 2021
video, 8’38”
Courtesy l’Artista

All’inizio della pandemia globale nel 2020, quando un periodo di rigido lockdown iniziò per molti paesi, Goshka Macuga aprì l’account Instagram @grekaandfriends, la sua prima presenza sui social media. @grekaandfriends, che prende il nome dall’animale domestico di Macuga, Greka, un cane da lei salvato in Grecia, mostra un resoconto ironico, avvincente e critico dei nostri tempi, ripreso e narrato dal punto di vista di Greka. L’antropomorfizzazione degli animali è una strategia letteraria ricorrente nelle favole tradizionali, in cui gli animali e le forze della natura spesso assumono la parola per illustrare o condurre una particolare lezione morale o commento sulla condizione umana. Il fascino di Macuga per gli animali, le piante e i paesaggi è alla radice del suo più ampio interesse per il rapporto tra arte e natura, che ha ispirato molti momenti della sua pratica fin dai suoi primi lavori alla fine degli anni Novanta fino alla sua importante mostra personale del 2008 alla Tate Britain Objects in Relation – dove si è confrontata con l’eredità del Surrealismo britannico e le sue associazioni simboliche con gli elementi naturali descritti da Paul Nash nel suo saggio del 1937 The Life of the Inanimate Object – e più recentemente la sua serie scultorea di ritratti di filosofi che servono come vasi da cui germogliano fiori, esposti nella mostra Pompeii@Madre al Museo Madre, nel 2017. La possibilità di trasformare e comprendere il mondo come creature non umane è una domanda insita in molti dei progetti di Macuga, tra cui la creazione di un androide (To the Son of Man Who Ate the Scroll, 2016) che recita un monologo sulla possibilità della fine dell’umanità. Numerosi estratti e citazioni da discorsi storici danno forma alle riflessioni dell’androide come una composizione architettonica di idee che si riferiscono alla Ars memorativa (arte della memoria) e alla retorica come strumenti mnemonici che hanno gettato le basi per la memoria artificiale espandendo e sviluppando le facoltà cognitive naturali dell’uomo. Questi elementi della ricerca passata e corrente di Macuga – che spesso opera come un collage di intricate reti di riferimenti – sono utili indicazioni per contestualizzare il suo contributo a Pompeii Commitment: un’animazione giocosa con protagonista il suo cane Greka nei panni della regina Venere, ambientata all’interno di un rendering tridimensionale computerizzato della Casa del Poeta Tragico a Pompei – un sito importante per la comprensione dell’arte mnemonica nell’antica Roma, con un’affascinante storia di ricezione semiotica, e noto a molti per il suo caratteristico mosaico raffigurante un cane all’entrata (Cave canem, “Attenti al cane”). Situata su un’importante arteria stradale, la Casa del Poeta Tragico fece scalpore dopo la sua scoperta nel 1824, ampiamente documentata attraverso acquerelli e disegni. I suoi resti frammentati sono stati spesso re-immaginati in uno stato di integrità “originale”, come si vede nell’incisione Pompeiana di Sir William Gell, del 1832, che ispirò anche l’abitazione del protagonista di Edward Bulwer-Lytton Glauco ne Gli ultimi giorni di Pompei (1832). Ulteriori esempi di come l’archeologia e la finzione furono combinate per riprodurre la Casa del Poeta Tragico si possono trovare in una fotografia di Alfred-Nicolas Normand usata come modello nella progettazione del Palazzo Pompeiano del Principe Girolamo Napoleone a Parigi. Secondo fonti storiche, Jerome Napoleon e la sua cerchia di amici emulavano quella che immaginavano fosse una vita pompeiana di eleganti piaceri indossando toghe, una scena ritratta da Gustave Boulanger nel suo dipinto del 1861 Prove de “Il suonatore di flauto” nell’atrio della casa del Principe Napoleone, ambientato in uno spazio che riprende liberamente uno dei mosaici della Casa del Poeta Tragico. Ispirata dall’incredibile eredità di rappresentazioni a cavallo tra verità e finzione (risalenti fino alla fine del XX secolo) di questo particolare sito pompeiano, Macuga intreccia una breve commedia satirica che si svolge all’interno delle stesse mura della Casa del Poeta Tragico, in cui personaggi mitologici – alcuni dei quali sono presi dai pannelli dipinti della casa, come la coppia olimpica Zeus ed Era – sono impersonati da Greka insieme ad altri cani associati a importanti personaggi politici e a eventi storici. Tra questi ci sono Dilyn, il Jack Russell maschio bianco che attualmente vive al numero 10 di Downing Street con il primo ministro britannico Boris Johnson; Buffy, il Pastore Karakachan donato al presidente russo Vladimir Putin dal primo ministro bulgaro Boyko Borisov; gli ex-residenti della Casa Bianca Bo, il Cane da Acqua Portoghese della famiglia Obama, e Mildred “Millie” Kerr Bush, la Springer Spaniel Inglese di Barbara e di George H.W. Bush; e ancora, Negro Matapacos, il cane cileno noto per la sua partecipazione alle proteste a Santiago nel 2011 e simbolo di resistenza alla brutalità della polizia; e Laika, un bastardo randagio dalle strade di Mosca, che divenne il primo cane a orbitare attorno alla Terra nel 1957. I personaggi canini si confrontano in battute colloquiali e dibattiti, a volte usando un linguaggio esplicito, celebrando nell’insieme l’emancipazione delle donne (e l’evoluzione multispecie) a scapito delle visioni patriarcali conservatrici incarnate da Zeus-Dilyn. Combinando riferimenti storici con eventi contemporanei, la sceneggiatura di Macuga fonde insieme diversi registri linguistici e adattamenti di citazioni prese da Il mito greco di Robert Graves, da discorsi di Alexandria Ocasio-Cortez e parodie dei Tweet di Boris Johnson, da testi di canzoni di Cardi B e da iscrizioni erotiche latine trovate sui muri di Pompei – un collage di verità e finzioni che riflette lo spirito di @grekaandfriends sui social media. SB

Immagine in home page: Goshka Macuga, In da House of the Tragic Poet (video still), 2021. Courtesy l’Artista

Goshka Macuga (Polonia, 1967) vive e lavora a Londra dal 1989. La sua pratica collega diverse aree e metodi di ricerca. Le sue indagini sono spesso focalizzate su storie istituzionali che propongono letture associative non convenzionali di storie sociali e politiche. L’orchestrazione strategica di Macuga di materiali esistenti, oggetti da collezione e documenti d’archivio supporta la riformulazione di narrazioni consolidate. Nel 2019 ha progettato Exhibition M, una nuova grande commissione per il Museum of Modern Art di New York. Tra le sue mostre personali si ricordano quelle al New Museum, New York; Fondazione Prada, Milano; Schinkel Pavillion, Berlino; Lunds Konsthall, Lund; Museum of Contemporary Art, Chicago; Zachęta National Gallery of Art, Varsavia; Whitechapel Gallery, Londra; Tate Britain, Londra; Kunsthalle Basel; e Walker Arts Center, Minneapolis. Ha partecipato in Documenta 13 nel 2012 ed é stata nominata per il Turner Prize nel 2008. I suoi lavori sono inclusi in numerose collezioni pubbliche tra cui Tate, MoMA, Government Art Collection, Arts Council Collection, MCA Chicago e Castello di Rivoli.

Pompeii Commitment

Goshka Macuga.
In da House of the Tragic Poet

Pompeii Commitments 11 04•03•2021

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